Terrorismo, propaganda jihadista su web e WhatsApp: arrestato 31enne pakistano

di Tommaso Lamarina

BARI – Sul cellulare dell’uomo sono stati trovati video e foto che inviava tramite social, con l’intento di diffondere la propaganda jihadista. Ordinanza di custodia cautelare, dunque, con l’accusa di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità terrorismo, per Arsal Faiz, pakistano di 31 anni.

Il decreto di fermo è avvenuto a Bari lo scorso 15 dicembre, ad opera dei Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di L’Aquila.

L’uomo è residente a Francavilla a Mare (CH) da circa tre anni, in cui è impiegato in un autolavaggio. Lo scorso 18 agosto, però, è stato colpito da un provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Chieti, in attesa dell’esecuzione del rimpatrio coattivo.

L’operazione dei militari del ROS è stata complessa ed articolata, che ha portato gli investigatori a far emergere un rapido processo di “autoradicalizzazione” islamica dell’uomo, avente connotazioni estremiste di natura salafita. In particolare, è stata documentata una continua attività di propaganda jihadista, soprattutto sul social network Facebook, per mezzo di post e commenti vari in favore di metodi terroristici. Esultava, sempre sui social, anche per le vittorie dei soldati talebani.

Inoltre, è stato accertato che l’uomo aveva più volte inviato foto e video via WhatsApp di tale propaganda, istigando i suoi contatti, sia residenti in Italie che in Pakistan, a partecipare a gruppi terroristici. Sul proprio telefono cellulare, poi, sono stati rinvenuti anche effigi di Osama Bin Laden.

Ora spetterà al Tribunale di L’Aquila acclarare l’eventuale responsabilità del 31enne pakistano.