mercoledì, Giugno 19, 2024
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Teresa Mannino: il monologo della co-conduttrice a Sanremo incanta il pubblico. Ecco le sue riflessioni!

Teresa Mannino ha scelto di dedicare il suo monologo per la serata al Festival di Sanremo 2024 alla contrapposizione tra la bellezza e la semplicità della natura e l’animo umano corrotto, che mostra una mancanza di evoluzione reale nonostante il passare del tempo. Nell’incipit del suo discorso, ha sottolineato come, nonostante siamo nel 2024, continuiamo a ragionare come se fossero passati 2.500 anni.

Poco dopo, ha citato Protagora per mettere subito in evidenza il ruolo dell'”uomo bianco, ricco e occidentale” come colpevole, poiché si considera superiore e pensa che tutti gli altri esseri umani siano a sua disposizione, nonostante abbia perso il senso della misura.

Gli uomini e gli animali

La Mannino ha sostenuto che come esseri umani, dovremmo ricordare che siamo anch’essi animali. Ha evidenziato che la nostra origine della vita sul pianeta è comune, con il 60% del nostro patrimonio genetico simile a quello delle banane. Ha anche menzionato che con le scimmie la somiglianza genetica è del 98%, tuttavia, gli scimpanzé sembrano non volerlo riconoscere.

Successivamente, ha spiegato il motivo per cui gli esseri umani si sentono superiori ed ha fatto un confronto con come gli animali o le piante comunicano in modi diversi dal parlare. Ha utilizzato l’esempio del siciliano che parla in dialetto a un milanese o un torinese, e nel caso in cui non capiscano, si può usare l’insulto “cretino”. In seguito, ha mostrato un esempio di un modo di dire siciliano, difficile da comprendere per chi proviene da altre regioni.

Ha poi continuato spiegando che questa stessa presunzione di superiorità viene applicata anche verso gli altri esseri viventi. Ad esempio, ha citato il comportamento dei babbuini che si salutano strizzandosi il pene, attraverso il quale riescono ad acquisire informazioni come l’età o la disponibilità a collaborare. Infine, ha citato una frase tratta dall’Antico Testamento in cui Giobbe invita ad interrogare gli animali per imparare da loro.

Teresa Mannino parla di formiche “femministe”

Teresa Mannino ha fatto una sorprendente scoperta: ha studiato le formiche tagliafoglie, che si sono rivelate essere creature incredibilmente intelligenti. Queste formiche praticano l’agricoltura da 50 milioni di anni, eppure non hanno mai causato danni all’ambiente, a differenza degli esseri umani che, in soli 10 milioni di anni, hanno esaurito le risorse del pianeta.

Le formiche tagliafoglie esistevano già al tempo dei dinosauri. Sono così intelligenti che Teresa ha pensato di osservare la loro società come esempio e imparare da loro. La loro società è composta da una regina madre che prende decisioni sul sesso dei nascituri, con la maggior parte dei maschi che vengono prodotti solo per garantire la sopravvivenza della specie.

Dopo aver fornito il loro contributo vitale per la riproduzione, i maschi compiono un volo nuziale annuale e poi muoiono, senza causare problemi o bisogni di gestione. Questo è un aspetto che gli esseri umani non riescono a emulare, poiché tendono ad avere una mentalità dominante e preferiscono esercitare il potere sugli altri, soprattutto sulle donne, sui bambini e sulla natura.

Teresa, d’altra parte, desidera solo il potere di portare gioia e risate, di indossare abiti appariscenti e cantare anche quando non è perfetta, di ballare per strada con la sua figlia anche se questa si vergogna. Infine, Teresa conclude affermando che non intende ignorare le vicende appena trascorse, perché se qualcosa non è ancora concluso, non è il momento di andare oltre.

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