Tecnologia REMS per la diagnosi dell’Osteoporosi, se ne parlerà a Bari

di Redazione

BARI – La Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia promuove tre workshop su un’innovativa tecnologia “made in Italy” già inserita nelle Linee Guida ministeriali sulle Fratture da Fragilità.

La SIOT ha riconosciuto il patrocinio a tre workshop che si svolgeranno a Roma, Torino e Bari con l’obiettivo di illustrare le caratteristiche della nuova tecnologia REMS per la diagnosi precoce e non invasiva dell’Osteoporosi e per la valutazione del rischio di Fratture da Fragilità, attraverso una scansione ecografica basata su ultrasuoni, senza radiazioni. REMS è l’acronimo di Radiofrequency Ecographic Multi Spectrometry. La tecnologia è stata brevettata dall’azienda biomedica italiana Echolight, spin-off del CNR di Lecce, e a ottobre 2021 è stata inserita nelle Linee Guida Ministeriali sulla Diagnosi, Stratificazione del Rischio e Continuità Assistenziale delle Fratture da Fragilità, dopo la validazione dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

I tre workshop

Il primo workshop su REMS si svolgerà il 7 ottobre a Roma presso il Policlinico Universitario Tor Vergata e sarà tenuto dal Prof. Umberto Tarantino.

Il secondo è in programma il 10 ottobre a Torino presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza, con il Prof. Alessandro Massè.

L’ultimo di quest’anno si svolgerà il 4 novembre a Bari presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Consorziale Policlinico con il Prof. Biagio Moretti.

Tutti i seminari avranno inizio alle 14 e si concluderanno alle 18. La partecipazione è gratuita.

I tre workshop sono inseriti nel progetto della SIOT “Primum non tacere” nato per migliorare il rapporto tra medici e pazienti. Nello spirito del progetto, la dimostrazione dell’esame diagnostico non sarà effettuata su modelli o modelle come avviene generalmente ma dagli stessi ortopedici partecipanti direttamente sui propri colleghi.

La tecnologia REMS

“REMS è stata riconosciuta come best practice nelle Linee Guida elaborate da otto società scientifiche, con SIOT in veste di capofila”, spiega il presidente SIOT, Prof. Paolo Tranquilli Leali. “Le Linee guida costituiscono un manuale specifico di riferimento e facile consultazione per i medici perché hanno valore di codice univoco per rendere omogenea l’attività clinica, fermo restando la possibilità di trattamenti personalizzati sulle esigenze dei singoli pazienti”, conclude il presidente della società scientifica.

“La tecnologia REMS è il primo metodo al mondo che, attraverso una scansione ecografica basata su ultrasuoni, senza radiazioni ionizzanti, è in grado di fornire informazioni sullo stato di salute dell’osso”, spiega il CEO e founder della società Echolight SpA, l’ingegnere Sergio Casciaro. “La scansione ha per oggetto i siti anatomici assiali, come colonna e femore, rispetto ai quali viene misurata la densità minerale. In questo modo è possibile avere una carta d’identità dell’osso per i pazienti di tutte le età”, sottolinea.

“REMS consente di caratterizzare lo stato di salute delle ossa e in questo modo permette al medico di verificare non solo se il paziente sia affetto da Osteoporosi, ma anche di conoscere la qualità delle ossa”, evidenzia la direttrice clinica di Echolight, la dottoressa Paola Pisani. “Poiché lo svolgimento dell’esame con REMS non comporta radiazioni, non è necessario avere la disponibilità di un ambiente protetto e questo permette di sottoporre a visita il paziente dovunque si trovi, a letto, nel caso sia immobilizzato, o presso il suo domicilio”, aggiunge. “L’esame, inoltre, proprio perché non impiega radiazioni, può essere eseguito anche su pazienti pediatrici, sui fragili e sulle donne in gravidanza abbracciando la popolazione in toto ai fini dello screening in chiave preventiva”.

A giugno 2022, uno studio indipendente di Health Technology Assessment (HTA) effettuato dalla SDA Bocconi, ha sancito che l’impiego di REMS rispetto alla tradizionale densitometria ossea “garantirebbe significativi risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale”.