Tangenti in Regione e indagato un giornalista dello stesso Ente, FI Puglia: “Emiliano ci spieghi”

di Redazione

BARI – Riceviamo e pubblichiamo nota del commissario regionale di Forza Italia, l’on Mauro D’Attis, e del vice commissario vicario, il sen Dario Damiani.

“La Regione Puglia, ormai, è una groviera: buchi ovunque. Si allarga a macchia d’olio l’oggetto di indagine da parte degli inquirenti ed oggi spunta  la notizia del giornalista dell’ufficio stampa della Giunta che avrebbe riferito a Lerario la presenza delle cimici negli uffici della Regione, aiutandolo così ad eludere le investigazioni. Noi siamo sempre e comunque garantisti, ma è oggettivo che il quadro si stia ampliando e che stiano emergendo, ogni giorno, nuovi e significativi fatti che fotografano un collaudato sistema di potere. Urge, evidentemente, un chiarimento pubblico da parte di Emiliano: spieghi ai pugliesi cosa sta succedendo in Regione e come mai gli uomini a lui più vicini stiano finendo nel mirino degli inquirenti. E’ una spiegazione doverosa che non può più tardare ad arrivare”.

La vicenda

La nota di Forza Italia si riferisce alla notizia di oggi (12 gennaio) quando nella mattinata odierna il personale del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari ha proceduto all’esecuzione di una perquisizione locale disposta dalla Procura della Repubblica di Bari nei confronti di un giornalista redattore del servizio stampa della Giunta regionale Puglia indagato per le ipotesi di reato di concorso in rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio nonché favoreggiamento personale. Il provvedimento è finalizzato all’acquisizione di elementi probatori utili alla compiuta identificazione di un pubblico ufficiale che avrebbe rivelato – secondo l’ipotesi accusatoria e allo stato delle indagini – al citato redattore l’esistenza di dispositivi di captazione ambientale allocati in uffici della Regione Puglia in uso a Mario Antonio Lerario. Lo stesso redattore avrebbe informato il citato ex dirigente regionale della presenza delle “cimici”, aiutandolo così a eludere le investigazioni della polizia giudiziaria.