lunedì, Aprile 22, 2024
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Sparatoria a Napoli: una bambina e i suoi genitori sono rimasti feriti!

Una serata di tranquillità e spensieratezza si è trasformata in un incubo per una famiglia di Sant’Anastasia acausa di una sparatoria a Napoli, piccolo comune alle porte di Napoli. Una bambina di soli 10 anni è stata colpita accidentalmente alla testa da uno dei numerosi colpi sparati davanti ad un bar, dove la famiglia si trovava a gustare un gelato. La scena, che ha sconvolto l’intera comunità, è stata caratterizzata da almeno dieci colpi di arma da fuoco, che hanno seminato il panico tra i presenti. La piccola è stata subito trasportata d’urgenza in ospedale, mentre i genitori hanno riportato ferite lievi. L’episodio, che ha lasciato tutti attoniti, ha scatenato una serie di reazioni indignate da parte della cittadinanza, che chiede giustizia e maggiore sicurezza per le strade del paese.

Sparatoria a Napoli: ecco cosa è accaduto

Due giovani, Emanuele Civita di 19 anni e un diciassettenne, sono stati fermati dalla polizia dopo aver sparato diversi colpi di arma da fuoco davanti ad un bar a chiosco di Sant’Anastasia, comune alle porte di Napoli. La scena, che ha terrorizzato i presenti, è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza della zona e ha portato all’identificazione dei due ragazzi, coordinati dalla Dda e dalla procura dei minorenni di Napoli. Stando alle prime ricostruzioni, i giovani erano stati allontanati dal bar a chiosco per aver litigato con altri ragazzi, un affronto che hanno deciso di vendicare poche ore dopo. A bordo di uno scooter, armati di un revolver e di un mitra, hanno fatto un primo passaggio ostentando le armi davanti ai due bar, per poi tornare e sparare numerosi colpi verso la piazza. La situazione è stata gestita con tempestività dalle forze dell’ordine, che hanno individuato i responsabili e li hanno fermati. La comunità locale, scioccata dall’episodio, chiede maggiore sicurezza e la punizione esemplare dei colpevoli.

I feriti: una bambina di 10 anni e i genitori

Una serata tranquilla trascorsa in un bar a Sant’Anastasia si è trasformata in un incubo a causa di una sparatoria a Napoli. Una famiglia è stata raggiunta da proiettili impazziti appena fuori dal locale. La bambina di 10 anni è stata colpita alla testa, insieme alla mamma di 35 anni all’addome e il papà di 43 anni ad una mano. Fortunatamente, un altro figlio della coppia di appena 6 anni era all’interno del bar con altri conoscenti e non è stato ferito. La famiglia, residente al confine tra Pollena Trocchia e Volla, si era recata nella vicina Sant’Anastasia per cenare insieme a degli amici e si era fermata in uno dei bar più noti e frequentati della zona per un gelato. La bambina è stata trasportata d’urgenza all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, dove è stata sottoposta a due interventi chirurgici per l’estrazione dell’ogiva. Attualmente, è ricoverata in prognosi riservata in rianimazione per almeno 72 ore, sotto stretto controllo sanitario.

La mamma è ricoverata al Cardarelli di Napoli e resterà in osservazione per le prossime 48 ore. Le indagini dei carabinieri sono scattate immediatamente e, grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza, sono stati individuati i presunti responsabili. La mamma ha riportato una ferita superficiale all’addome ed è attualmente ricoverata presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli. Le sue condizioni saranno monitorate per le prossime 48 ore mentre il personale medico osserva attentamente l’evolversi della situazione. Le forze dell’ordine locali, i Carabinieri, hanno avviato immediatamente un’indagine approfondita per far luce su questo spiacevole evento.

I militari hanno ascoltato vari testimoni e acquisito le immagini provenienti dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona circostante, grazie alle quali sono riusciti a identificare i presunti responsabili. Al momento delle perquisizioni domiciliari, i sospettati non erano presenti, ma successivamente si sono consegnati volontariamente alle forze dell’Arma. Sono attualmente “gravemente indiziati” di tentato omicidio e possesso illegale di arma.

Emanuele Civita, uno dei sospettati, ha precedenti penali per detenzione di armi e stupefacenti. Risiede a Somma Vesuviana, e secondo quanto emerso, suo padre Fabio era stato oggetto di provvedimenti giudiziari nel 2014 a causa dei suoi presunti legami con il clan camorristico D’Avino, attivo proprio nel territorio di Somma Vesuviana.

La popolazione è pervasa da paura, rabbia e indignazione. “Qui si spara per nulla. Basta ora”, dichiarano i residenti. Il sindaco Carmine Esposito ha descritto questa situazione come una “recrudescenza significativa” della criminalità nella sua città, affermando che “non si viveva un clima del genere da 15 anni”.

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha fermamente condannato l’accaduto, definendolo un “episodio grave, una stesa, una di quelle idiozie che dobbiamo sopportare nei nostri territori complicati”.

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