martedì, Aprile 16, 2024
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Smart working. Ulteriore proroga per fragili

Si profila all’orizzonte un’altra possibile proroga dello smart working per i lavoratori fragili e per i genitori con figli minori di 14 anni, sia nel settore pubblico che privato. La proposta, presentata da un ampio schieramento di forze politiche, tra cui M5S, Pd, Verdi e Sinistra, Autonomie, è stata formulata sotto forma di un emendamento al decreto-legge Lavoro numero 48, approvato lo scorso 1° maggio, che attualmente si trova all’esame della commissione Lavoro del Senato. L’attesa è che la commissione avvii presto le discussioni sugli emendamenti, mentre il decreto è previsto in Aula a Palazzo Madama nella settimana dal 13 al 15 giugno.

Tuttavia, cerchiamo di comprendere quale sia il quadro normativo attuale, considerando che l’utilizzo dello smart working – una modalità di lavoro che prevede una combinazione di lavoro in presenza e da remoto – al di là dell’emergenza pandemica, è principalmente mirato a garantire una migliore conciliazione tra la vita privata e lavorativa dei dipendenti.

Le regole nel pubblico e nel privato

Una nuova svolta nel dibattito sullo smart working per i fragili. La proroga fino al 30 giugno permette ai lavoratori fragili, sia nel settore pubblico che privato, di lavorare da casa. Il decreto-legge Milleproroghe ha esteso il diritto al lavoro agile solo ai genitori con figli di età inferiore ai 14 anni nel settore privato. Il governo ha giustificato questa differenza di trattamento come una necessità di individuare le risorse necessarie per estendere il diritto allo smart working ai genitori nel settore pubblico.

Per garantire un’armonizzazione del trattamento tra il settore pubblico e privato, è stata proposta una soluzione finanziaria attraverso la riduzione delle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione. La somma è pari a 18.660.000 euro per il 2023. L’emendamento, presentato dai alcuni senatori M5S, dalle senatrici Pd Zampa, Camusso, Furlan, Zambito, dalla senatrice delle Autonomie e dal senatore di Alleanza Verdi e Sinistra, mira a trovare un equilibrio finanziario tra le due sfere lavorative.

«Auspichiamo che tutti gli altri gruppi parlamentari, tanto di maggioranza quanto di opposizione, vogliano appoggiarlo. Malgrado l’Oms abbia dichiarato la fine dell’emergenza sanitaria della pandemia Covid, dobbiamo necessariamente continuare a tutelare i più deboli» dice Mazzella.

Un’importante novità sullo smart working per i fragili

In un’importante novità normativa, è stato confermato che i lavoratori fragili avranno ancora il diritto al lavoro agile fino al 30 giugno. Questo significa che coloro che possono svolgere la loro attività in smart working. Compresi quelli che possono essere assegnati a mansioni diverse, potranno continuare a lavorare da casa. Inoltre, i genitori con figli di età inferiore ai 14 anni potranno usufruire del lavoro agile, a condizione che l’altro genitore sia occupato.

È importante sottolineare che queste categorie di lavoratori hanno il diritto, garantito per legge, di usufruire del lavoro agile. Inoltre non possono subire sanzioni, declassamenti, licenziamenti, trasferimenti o altre misure organizzative che abbiano un impatto negativo sulle loro condizioni di lavoro. Questa misura mira a proteggere i lavoratori fragili e i genitori con figli piccoli. E assicurando loro la possibilità di conciliare le esigenze lavorative con quelle familiari. Un segnale di attenzione e supporto da parte delle istituzioni verso queste categorie di lavoratori.

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