lunedì, Aprile 22, 2024
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Singapore vuole proteggere l’acqua potabile. Come? Ecco il piano!

Un’interessante e innovativa iniziativa fotografica sta indagando le tecnologie e le esperienze di NeWater, il piano adottato dalla città-stato di Singapore per raggiungere l’ambizioso traguardo dell’Agenda Onu 2030 sull’acqua potabile.

Grazie a questo progetto, siamo in grado di immergerci in un mondo in cui la tecnologia e l’innovazione sono al servizio del bene comune, e dove la sostenibilità ambientale è al centro dell’attenzione.

La fotografia diventa quindi uno strumento per esplorare le soluzioni che la città-stato sta adottando per garantire l’accesso all’acqua potabile a tutti i suoi cittadini, e per contribuire a creare un futuro più sostenibile per il nostro pianeta.

Il problema della gestione sostenibile dell’acqua

Il mondo sta affrontando una delle sfide più grandi della sua storia: garantire l’accesso all’acqua potabile a tutti i suoi abitanti. Secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, ben 3,6 miliardi di persone nel mondo hanno un accesso inadeguato all’acqua per circa un mese ogni anno. Una situazione allarmante, che si aggrava ulteriormente a causa della crisi climatica in corso. E non è solo un problema internazionale: anche in Italia, il 15% della popolazione vive in zone a rischio di siccità estrema, a causa delle poche piogge e della scarsa neve degli ultimi anni.

Ma c’è chi sta cercando di fare la differenza. Banca Generali, con il progetto Bg4Sdgs – Time to Change, si sta impegnando per approfondire il processo di raggiungimento dei 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030, concentrandosi in particolare sul Sustainable Development Goal numero 6, che riguarda l’accesso universale ed equo all’acqua potabile. E per farlo, ha scelto di raccontare la storia di Singapore, una città-stato che rappresenta un modello di successo nel gestire le risorse idriche più limitate.

Il fotografo Stefano Guindani si è recato a Singapore per documentare questa esperienza, e ci mostra come la città-stato sia riuscita a garantire l’accesso all’acqua potabile a tutti i suoi cittadini, senza compromettere la crescita economica e la sostenibilità ambientale. Un esempio virtuoso di come la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie possa fare la differenza per milioni di persone in tutto il mondo. Un racconto coinvolgente e appassionante, che ci fa capire come sia possibile fare la differenza, anche di fronte alle sfide più grandi.

Singapore e l’idea di purificare l’acqua

ingapore, la città-stato che ha saputo fare della scarsità di acqua una sfida da vincere, sta dando il massimo sul fronte idrico grazie all’innovativa tecnologia NeWater. Un sistema di purificazione delle acque reflue che utilizza membrane sofisticate e luci ultraviolette per trasformare le acque raccolte in potabili e adatte a scopi privati e industriali. Non solo purificazione, ma anche attenzione all’elevato standard tecnologico che consente di ridurre al minimo lo spreco di energia nel trattamento delle acque reflue, un’attività ad alta intensità energetica che contribuisce a oltre l’1,5% delle emissioni globali di gas serra.

La città-stato asiatica, nonostante la sua forte dipendenza dalla vicina Malaysia e la limitata superficie territoriale, ha deciso di investire in bacini idrici artificiali che raccolgono le acque piovane e che al tempo stesso decorano la città. Un’idea geniale che fa di Singapore una città all’avanguardia e che indica la strada da seguire per molti altri paesi che dovranno presto trovare soluzioni efficaci per l’approvvigionamento di acqua.

“Anche in una città-stato importante ed evoluta come Singapore, il problema della carenza di acqua rimane uno dei grandi ostacoli da superare. Ma grazie a sistemi di purificazione e potabilizzazione delle acque reflue, Singapore dimostra di essere una città all’avanguardia nella lotta alla scarsità del bene più prezioso presente sul nostro pianeta, necessario per la vita: l’acqua”, ha dichiarato Stefano Guindani, fotografo e autore del progetto Bg4Sdgs – Time to Change.

Il progetto fotografico, promosso da Banca Generali, si inserisce in un percorso di sostenibilità che la banca ha intrapreso già dal 2019, con il lancio di una piattaforma dedicata agli investimenti sostenibili. Una valutazione approfondita del livello di sostenibilità dei singoli prodotti d’investimento scelti dai clienti, che si è rafforzata con gli obiettivi sfidanti del Piano strategico 2022-24 annunciato lo scorso anno, con una risposta delle Aum Esg in crescita al 32% sul totale delle soluzioni gestite.

Singapore, quindi, è un esempio virtuoso di come la gestione sostenibile dell’acqua possa fare la differenza per milioni di persone in tutto il mondo. Un segnale di speranza per il futuro, un invito a guardare avanti e a investire in tecnologie innovative e sostenibili per garantire l’accesso universale ed equo all’acqua potabile, un bene prezioso e imprescindibile per la vita.

Il piano per proteggere l’acqua

Il progetto fotografico Bg4Sdgs – Time to Change è pronto a ripartire con ancora più energia, dopo la presentazione ufficiale avvenuta il 15 settembre 2021 a Milano. L’obiettivo è ambizioso: approfondire tutti e 17 gli Sdgs dell’Agenda Onu 2030, per mostrare come l’azione dell’uomo possa avere conseguenze negative sull’ambiente e sulla comunità, ma anche come la stessa umanità abbia la capacità di trovare soluzioni innovative e sostenibili per recuperare il terreno perduto.

Il fotografo Stefano Guindani, autore del progetto, si sposterà oltre i confini italiani per documentare casi critici e situazioni di eccellenza anche all’estero: Brasile, Norvegia e Australia, ma anche Stati Uniti, Turchia, India, Singapore e Sudafrica. Ad affiancarlo ci sarà Alberto Salza, antropologo, che curerà i testi del progetto e suggerirà alcune delle iniziative da monitorare.

L’obiettivo numero 6 dell’Agenda Onu 2030, “Acqua Pulita”, è il tredicesimo obiettivo presentato in questa serie. Un tema di grande attualità, soprattutto alla luce della crisi climatica che sta colpendo il nostro pianeta. La gestione sostenibile dell’acqua è infatti una delle sfide più importanti per garantire un futuro migliore alle generazioni future.

Con Bg4Sdgs – Time to Change, Stefano Guindani e Alberto Salza ci invitano a guardare oltre le apparenze, a scoprire la bellezza nascosta nelle soluzioni innovative e sostenibili che l’uomo può adottare per proteggere il nostro pianeta e garantire un futuro migliore per tutti. Un progetto che ci fa riflettere sul nostro ruolo nel mondo e sulla responsabilità che abbiamo nei confronti delle generazioni future.

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