Scuola. “In zona bianca no presupposti per rinviare apertura”. I sindaci non sono d’accordo e Puglia a -1% da zona gialla

di Tommaso Lamarina

BARI – “Essendo in zona bianca non ci sarebbero i presupposti giuridici per una eventuale ordinanza sulla riapertura delle scuole”. Lo dichiara l’Assessore all’Istruzione della Regione Puglia, Sebastiano Leo, interpellato dall’ANSA, circa le possibili ordinanze della Regione in vista della ripresa delle lezioni, fissate per lunedì 10 gennaio.

“Il nostro obiettivo adesso è vaccinare il più possibile e la Puglia è prima per quelle pediatriche – prosegue Leo – è chiaro, però, che ci sono alcuni problemi legati all’aumento dei contagi Covid. Ci sono docenti e personale scolastico in quarantena perché positivi, mancano le mascherine FFP2. Però, allo stato attuale, rispetto ad una eventuale ordinanza regionale non ci sono le condizioni, non ci sono i presupposti giuridici trovandoci in zona bianca. Comunque stiamo monitorando la situazione e vediamo cosa succede nelle prossime ore”.

I sindaci della provincia di Brindisi uniti in una nota

“Noi Sindaci della Provincia di Brindisi siamo molto preoccupati dalla crescita impetuosa dei contagi, che con l’arrivo della variante Omicron si è registrata in Provincia di Brindisi, così come nel resto d’Italia.

Uno degli elementi più critici di questa fase è la riapertura delle scuole il 10 gennaio, visto il numero ancora insufficiente di vaccinati nella fascia di età tra i 5 e 12 anni.

Il Governo ha deciso, con l’ultimo decreto approvato in Consiglio dei Ministri, di non rinviare la ripresa della scuola: sono state disciplinate la quarantena nelle classi e l’attivazione della Didattica a Distanza, secondo il numero dei casi di positività che dovessero emergere nel corso dell’anno scolastico in ogni singola classe.

Questa decisione è divenuta norma con Decreto pertanto non consente ai Sindaci di intervenire con ordinanze di chiusura generalizzata e preventiva delle scuole del proprio Comune, ma solo di quelle che presentano situazioni di particolare gravità.

Riteniamo che il Governo avrebbe dovuto prendere decisioni più chiare ed inequivocabili: ad esempio, rinviare la riapertura delle scuole di quindici giorni, al fine di consentire la vaccinazione di tutti gli studenti.

L’unica azione concreta a nostro avviso oggi possibile è, nell’attuale quadro normativo, intensificare la campagna vaccinale dando l’assoluta priorità ai bambini tra i 5 e 12 anni, per porre in sicurezza il mondo della scuola.

Per questo, nelle prossime ore chiederemo alla Asl di moltiplicare gli sforzi nella campagna di vaccinazione, lavorando insieme a noi Sindaci e ai Dirigenti Scolastici per eseguire negli hub vaccinali o nelle scuole stesse le necessarie vaccinazioni.

Rivolgiamo quindi il nostro appello alle famiglie, chiedendo loro di avere fiducia nella scienza e vaccinare i propri figli, e chiediamo alla Asl e al mondo della scuola di collaborare con noi in questa difficile fase”.

Puglia a rischio zona gialla

Puglia a rischio zona gialla? Probabile. Il tacco d’Italia è ad un punto della soglia per cambiare colore. Lo dice l’ultima rivelazione Agenas.

Infatti, secondo Agenas, l’occupazione dei posti letto Covid ordinari è al 14%, ad un punto dal limite massimo del 15%, che decreta di fatto il passaggio dalla zona bianca alla zona gialla. Altro dato che conduce al cambio colore, è quello della TI. L’occupazione nelle Terapie Intensive, infatti, resta stabile all’8% e la soglia massima è del 10%.

Anche il bollettino di oggi (7 gennaio) non è affatto confortante. I nuovi positivi sono 5581, a fronte di 35.031 test effettuati. Ammontano a cinque, invece, i decessi.

I pugliesi attualmente affetti da Covid sono 5664, di cui 408 ricoverati tra Malattie Infettive e Pneumologia e 34 in Terapia Intensiva.

La Regione ha predisposto nelle scorse ore un piano di rafforzamento della rete ospedaliera. Sono ben sei gli ospedali pugliese ad essere potenziati con nuovi posti letto Covid: Brindisi, Ostuni, Lecce, Galatina, Altamura e Cerignola. Per i post acuzie, invece, saranno attivati gli ospedali di: il militare di Taranto, Torre Maggiore, San Cesareo e Triggiano.

“Se i numeri dovessero aumentare – spiega il Governatore della Puglia – entro fine mese saranno attivati altri posti letto Covid”.

La nota del Movimento Femminile Repubblicano, a firma della segretaria cittadina, Lucia De Giorgio e della vice segretaria, Rita Dell’Erba

“Come mamme e come donne impegnate in politica siamo estremamente preoccupate per la decisione presa dal Governo di consentire il rientro a scuola al termine delle festività natalizie nonostante l’esplosione dei contagi da Covid 19 causata dalla variante Omicron.

Non possiamo che associarci, pertanto, all’appello formulato da migliaia di presidi con cui si chiede di disporre di due settimane di DAD proprio per evitare che il rientro in classe coincida con il picco di contagi, previsto per metà gennaio.

Del resto la presenza di classi pollaio, che ancora sono prevalenti al Sud, e la impossibilità di garantire una adeguata aerazione degli ambienti consiglierebbe l’adozione di questa misura.

Tanto più che oramai è accertato che sono proprio gli appartenenti alle fasce minori di età coloro i quali vengono più facilmente aggrediti dal virus.

La stessa differenziazione delle misure da adottare in caso di positività accertata tra scuole materne, elementari, medie e superiori rischia di ingenerare un caos incredibile che inevitabilmente si rifletterebbe sulla regolarità delle lezioni oltre a creare discriminazioni tra alunni vaccinati e non.

Meglio, allora, disporre una DAD generalizzata e in questa direzione rivolgiamo un appello al Presidente della Regione Emiliano che già in passato ha dimostrato di non avere remore ad adottare provvedimenti che si discostino da quelli suggeriti dal Governo nazionale.

In via subordinata andrebbe consentito a tutti gli alunni che ne facessero richiesta di poter usufruire della didattica a distanza adottando adeguate misure organizzative.

Non ha infatti senso limitarsi ad adottare misure straordinarie per potenziare le strutture ospedaliere quando meglio sarebbe prevenire la diffusione del contagio che sempre più vede come sfortunati protagonisti i giovani e giovanissimi che, a loro volta, diventano involontari diffusori del virus”.