lunedì, Aprile 22, 2024
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Rocco Siffredi: ma cosa c’è di vero nella serie Netflix “Supersex”? Ecco tutti i retroscena sulla verità!

In Supersex, la performance di Alessandro Borghi nel ruolo del re del porno è incredibile. Dalla sua personalissima mimica alle contraddizioni e agli eccessi del personaggio, Borghi ha studiato a fondo Rocco Siffredi e il risultato sullo schermo è semplicemente magistrale. Ma quanto di questa rappresentazione corrisponde effettivamente alla vita di Rocco Siffredi nella realtà? Il pornodivo stesso ha rivelato a Vanity Fair che la serie Netflix cattura la sua vita al 98%, sfoggiando così una precisione quasi impeccabile nella narrazione della sua storia.

Rocco Siffredi e il rapporto con la madre

Fulcro di tutta la serie è il rapporto di Rocco Siffredi con la madre, un tema delicato e profondo. L’attore stesso conferma che la serie si basa su elementi reali della sua vita, come il costante contatto telefonico con la madre fino alla sua morte nel 1991. Tuttavia, Siffredi smentisce alcune scene della serie, come quella in cui viene mostrato mentre pratica sesso orale davanti alla tomba della madre dopo il funerale.

Sebbene questa specifica scena sia stata alterata per fini narrativi, esiste un nucleo di verità in un altro episodio della sua vita: l’abbraccio di consolazione di un’amica della madre il giorno dopo il funerale. In un momento di dolore e vulnerabilità, Siffredi si lasciò andare e trovò conforto in un gesto intimo che lo lasciò terrorizzato e confuso, ma che rappresentava la sua reale umanità e la sua ricerca di conforto in un momento così difficile.

La morte del fratello Claudio

La prima puntata di Supersex inizia con la tragica morte del fratello maggiore di Siffredi, Claudio Tano, deceduto prematuramente quando era ancora solo un bambino. Una storia vera, che il noto attore porno ha condiviso più volte. Anche nella realtà, i problemi di salute del piccolo Claudio ebbero inizio dopo un grave colpo alla testa ricevuto da un altro bambino del quartiere.

“Mia madre era la vera roccia della famiglia”, ha dichiarato Siffredi al Corriere della Sera. “Era lei che si prendeva cura di Claudio portandolo in giro per gli ospedali di Milano e Roma, sin da quando, a soli due anni, fu colpito alla testa da una mazza di ferro in una casa popolare. È da quel momento che iniziarono i suoi problemi di epilessia a causa dell’ematoma”. Claudio aveva solo 12 anni quando morì improvvisamente per una crisi durante il sonno.

“A partire dai sei anni, ho visto mia madre distrutta dal dolore”, ha aggiunto Siffredi. “Quando si sfogava con me, distruggendo le mie cose, capivo che in qualche modo doveva liberarsi da tanto dolore. L’ho sempre compresa”.

Il rapporto tra Rocco Siffredi e il fratello Tommaso

La parte più romantica della serie si concentra sulla relazione tra il fratello maggiore di Rocco, Tommaso, e sua moglie Lucia. È grazie a Tommaso che Rocco, dopo aver lavorato duramente nella marina mercantile fin dall’adolescenza, riesce finalmente a raggiungere Parigi nel 1982. Il lavoro di Tommaso nel settore della ristorazione offre a Rocco la possibilità di iniziare a guadagnarsi da vivere come cameriere. Questo è ciò che è reale, il resto è frutto della fantasia degli autori.

Lucia, la moglie di Tommaso interpretata dalla talentuosa Jasmine Trinca, non è mai esistita in realtà. È un personaggio creato appositamente per la serie, una donna forte, determinata e complessa, che rappresenta una combinazione unica delle molte personalità femminili che l’autore ha incontrato nella sua vita.

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