domenica, Maggio 26, 2024
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Rinvenuto il cadavere di Giulia Tramontano. Il fidanzato confessa: “L’ho uccisa io”

È stato trovato il corpo senza vita di Giulia Tramontano, una giovane donna di 29 anni incinta di sette mesi, in una zona verde abbandonata a Senago. Durante un interrogatorio presso la caserma di Senago, Alessandro Impagnatiello, il suo compagno, fermato per omicidio, avrebbe confessato: “L’ho uccisa io”. È stato proprio lui a indicare agli investigatori il luogo in cui si trovava il corpo della sua compagna.

La dinamica dell’omicidio di Giulia Tramontano

Secondo una prima analisi, la vittima sarebbe stata colpita con un coltello, uccidendola, e successivamente l’aggressore avrebbe tentato invano di bruciare il suo cadavere. Nel tentativo di sbarazzarsi del corpo, il trentenne avrebbe avvolto il corpo con sacchi di plastica e alcuni teli presenti in casa.

Dall’appartamento, ha trascinato giù Giulia Tramontano per le scale del condominio fino alla propria auto. Successivamente ha abbandonato il corpo in un’intercapedine di un garage di un edificio in via Monte Rosa, a circa mezzo chilometro da casa.

L’arresto

Alessandro Impagnatiello è stato trasferito dalla caserma dei carabinieri di Senago nel carcere di San Vittore a Milano. Attualmente è in corso la notifica del fermo emesso dalla pm Alessia Menegazzo, che accusa il barman di omicidio volontario aggravato, soppressione di cadavere e interruzione di gravidanza non consensuale.

L’omicidio è stato commesso in un impeto di rabbia durante una discussione, scatenata dal fatto che la vittima aveva incontrato l’altra fidanzata del suo compagno. Nonostante avesse già dei sospetti sin dal mese di aprile, Giulia ha acconsentito a incontrare la donna che, agli occhi della giovane, era l’amante del padre del suo bambino. La stessa donna, una collega americana del barman, aveva scelto di interrompere la sua gravidanza dopo essere rimasta incinta di Impagnatiello. Durante il confronto, le due donne hanno scoperto le innumerevoli bugie raccontate dal trentenne e la doppia vita che stava conducendo con entrambe.

Secondo l’accusa, quella stessa sera ci sarebbe stato un ulteriore confronto tra Tramontano e Impagnatiello, che avrebbe poi degenerato nell’omicidio della donna. Gli investigatori non escludono la possibilità che qualcun altro abbia aiutato il trentenne a sbarazzarsi del cadavere. È stata la scoperta di tracce biologiche, presumibilmente sangue di Giulia Tramontano, nell’auto di Alessandro Impagnatiello a spingere gli investigatori milanesi ad indagare sull’uomo.

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