di Tommaso Lamarina

CEGLIE MESSAPICA – Il tribunale del Riesame di Lecce, accogliendo l’articolato appello degli avvocati Giuseppina Dignitoso e Cataldo Gianfreda, difensori dell’Ing. Pasquale Suma, lo scorso 21 dicembre ha revocato la misura interdittiva applicata all’ex dirigente. 

Durante la Camera di Consiglio, innanzi ai Giudici del Tribunale del Riesame, Suma ha voluto chiarire personalmente la propria posizione circa la mancata richiesta del pagamento del quantum relativo alla voce monetizzazione delle aree a standard nel rilasciare il permesso di costruire per cambio di destinazione d’uso.

Entrambi i difensori si dichiarano “molto soddisfatti per il risultato ottenuto”, ma sono in attesa di conoscere la motivazione.

L’appello della difesa è stato incentrato sull’insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, nonché sull’insussistenza delle esigenze cautelari.

Suma, 66enne cegliese dirigente dell’area 6/Pianificazione del Territorio del Comune di Ceglie Messapica, è stato arrestato ai domiciliari lo scorso 26 maggio, con l’accusa di abuso d’ufficio. Poi il Riesame lo ha rimesso in libertà e la misura cautelare è stata sostituita con la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio pubblico presso il Comune (oggi, però, revocata).

Le indagini sono state dirette dal sostituto procuratore, Raffaele Casto, e coordinate dal procuratore aggiunto, Antonio Negro, della Procura di Brindisi. Mentre l’operazione è stata dei militari del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Brindisi, i quali hanno eseguito l’ordinanza cautelare di applicazione degli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Brindisi, Vittorio Testi. Secondo gli inquirenti, Suma avrebbe illecitamente rilasciato un permesso di costruire con cambio di destinazione d’uso di un immobile artigianale di proprietà di un’azienda locale operante nel settore immobiliare. Avrebbe autorizzato l’azienda a non versare i dovuti contributi previsti per il rilascio del permesso, dell’ammontare complessivo di circa 53mila euro, accettando il versamento parziale di soli 8.600 euro, arrecando danno allo stesso Comune di Ceglie Messapica.