“Preoccupati per la chiusura della centrale di Cerano: ecco perchè”

di Redazione

BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo nota del segretario cittadino della Lega Brindisi, Cosimo De Michele.

“La Lega Brindisi, più volte, nelle sedi istituzionali oltre che partitiche, ha evidenziato come la storia della città, negli ultimi cinquanta anni, abbia consacrato il comparto industriale elemento trainante dell’economia del territorio.

Brindisi, dati alla mano, dispone ancora oggi di un’area industriale tra le più grandi ed attrezzate d’Europa, nonché di una struttura produttiva tra le più significative del nostro Paese per la presenza di importanti stabilimenti appartenenti a grandi gruppi industriali italiani ed esteri.

Un complesso e virtuoso apparato industriale che ha garantito alla città ed alla provincia di Brindisi non solo crescita economica ed imprenditoriale, ma soprattutto un alto e progressivo dato occupazionale, rendendo meno drastica la fuga di giovani e professionisti locali.

Ragione per la quale, ringraziando preliminarmente il Segretario regionale della LEGA Sen. Roberto MARTI per la sua preziosa ed immediata interlocuzione e mediazione politica, non possiamo che essere soddisfatti della convinta e sostanziale attenzione del Governo, ed in particolare del “nostro” Ministro allo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, alla preoccupante e crescente crisi industriale (nello specifico energetica) determinata dalla chiusura e definitiva dismissione, entro il 2025, di una delle più grandi centrali termoelettriche d’Europa insistenti sul territorio brindisino che, come sottolineato dall’On.le D’Attis (promotore della interrogazione parlamentare) nella sua replica durante il question time alla Camera dei Deputati, potrebbe determinare “risvolti negativi sul tessuto imprenditoriale ed occupazionale, con preoccupanti conseguenze sul piano sociale”.

Ed è fondamentale, e ben determinata, da parte del Ministro Giorgetti, non solo la necessaria correlazione ed interlocuzione interministeriale con il Dicastero della Transazione Ecologica, ma anche l’individuazione degli strumenti normativi attraverso i quali garantire parallelamente al dato occupazionale la riconversione industriale e l’attrazione di nuovi investimenti: e cioè i contratti di sviluppo per le aree produttive in difficoltà ma soprattutto i fondi IPCEI, lo strumento agevolativo che supporta le attività svolte dai soggetti italiani coinvolti nella realizzazione appunto degli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo; essi, riunendo conoscenze, competenze, risorse finanziarie e attori economici di tutta l’Unione europea, consentono di raggiungere obiettivi di innovazione radicale e di grande rilevanza tecnologica e produttiva. Ecco perché questi strumenti finanziari, al pari del PNRR e dei CIS, sono per Brindisi, per la politica, e per tutti gli attori principali del territorio, un’occasione storica attraverso i quali coniugare sviluppo, produttività, ambientalizzazione ed occupazione: occorre, in altre parole, e come sottolineato dallo stesso Ministro, una immediata autorevolezza politica e una virtuosa capacità progettuale, quella granitica unità territoriale che possa consentire al Ministero stesso una rapida e risolutiva operatività”.