Giornalista Regione Puglia avrebbe avvertito Lerario delle cimici per eludere investigazioni: indagato

di Tommaso Lamarina

BARI – Nella mattinata odierna personale del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari ha proceduto all’esecuzione di una perquisizione locale disposta dalla Procura della Repubblica di Bari nei confronti di un giornalista redattore del servizio stampa della Giunta regionale Puglia indagato per le ipotesi di reato di concorso in rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio nonché favoreggiamento personale.

Il provvedimento è finalizzato all’acquisizione di elementi probatori utili alla compiuta identificazione di un pubblico ufficiale che avrebbe rivelato – secondo l’ipotesi accusatoria e allo stato delle indagini – al citato redattore l’esistenza di dispositivi di captazione ambientale allocati in uffici della Regione Puglia in uso a Mario Antonio Lerario.

Lo stesso redattore avrebbe informato il citato ex dirigente regionale della presenza delle “cimici”, aiutandolo così a eludere le investigazioni della polizia giudiziaria.

La storia

Nella serata del 23 dicembre scorso, il personale del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari ha proceduto all’arresto in flagranza di Lerario Antonio Mario, dirigente della Regione Puglia (sezione strategia e governo dell’offerta e, ad interim, sezione Protezione Civile), per il reato di corruzione.

L’arresto è avvenuto nell’ambito di indagini in relazione alla sua attività di dirigente della Protezione civile.  Ad egli era stato affidato l’incarico dell’organizzazione e della logistica della campagna vaccinale lo scorso 15 aprile.

Lerario è stato fermato, dopo aver ricevuto, in una busta, la somma di 10.000 euro in contanti da parte di un imprenditore che opera nel settore dell’edilizia

Lo stesso imprenditore ha in corso contratti di appalto per la somma di oltre 2.000.000 di euro presso la Protezione Civile regionale.

Il procedimento è in fase di indagine preliminare e l’arresto attende l’eventuale convalida del G.I.P. previa interrogatorio e confronto con la difesa.

Il video

C’è un video che immortala il passaggio di denaro dall’imprenditore Luca Ciro Giovanni Leccese a Mario Antonio Lerario, ex dirigente della Protezione civile della Regione Puglia.

A documentare con immagini quella che secondo la Procura di Bari è la consegna di una tangente è una microspia piazzata dagli investigatori nella macchina di Lerario.

Proprio a seguito di quella intercettazione audio-video i finanzieri hanno seguito il dirigente e poi lo hanno arrestato in flagranza per corruzione. L’episodio risale alla mattina del 23 dicembre. Da quel giorno Lerario è in carcere. Ieri (27 dicembre), dopo la convalida dell’arresto, è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari anche per l’imprenditore.

Nel video si vede Lerario seduto in macchina al posto del guidatore, mentre l’imprenditore apre lo sportello dal lato passeggero, estrae dalla tasca interna del giubbotto una busta bianca (che poi si scoprirà contenere 10 mila euro in 200 banconote da 50 euro) e la mette nel vano porta oggetti tra i due sedili anteriori. “Nel frattempo Lerario apre il portabagagli ed esce dall’auto perché l’imprenditore – ricostruiscono gli investigatori – mette nel vano bagagli della macchina anche un cesto natalizio e un cartone con una bottiglia di champagne. Infine Lerario si rimette in macchine e occulta la busta contenente il denaro con il proprio soprabito prima di ripartire”. Subito dopo verrà fermato dalla Guardia di Finanza.

La nota di Forza Italia Puglia

Sulla vicenda è intervenuto il direttivo di Forza Italia Puglia, l’on Mauro D’Attis, ed il vice commissario vicario, il sen Dario Damiani.

“La Regione Puglia, ormai, è una groviera: buchi ovunque. Si allarga a macchia d’olio l’oggetto di indagine da parte degli inquirenti ed oggi spunta  la notizia del giornalista dell’ufficio stampa della Giunta che avrebbe riferito a Lerario la presenza delle cimici negli uffici della Regione, aiutandolo così ad eludere le investigazioni. Noi siamo sempre e comunque garantisti, ma è oggettivo che il quadro si stia ampliando e che stiano emergendo, ogni giorno, nuovi e significativi fatti che fotografano un collaudato sistema di potere. Urge, evidentemente, un chiarimento pubblico da parte di Emiliano: spieghi ai pugliesi cosa sta succedendo in Regione e come mai gli uomini a lui più vicini stiano finendo nel mirino degli inquirenti. E’ una spiegazione doverosa che non può più tardare ad arrivare”.