Dieci detenuti del carcere di Brindisi conseguono corso per rimuovere amianto

di Redazione

BRINDISI – Sono 10 i detenuti della Casa circondariale di Brindisi ad aver seguito il corso di formazione per addetti alla rimozione di materiale contenente amianto, organizzato dal Cpt (Centro paritetico territoriale) della Scuola edile, in collaborazione con il Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Asl, conclusosi il 12 maggio scorso. Il 13 giugno, nella cappella del carcere, i neo operatori hanno ricevuto i diplomi di qualifica, consegnati dai rappresentanti delle istituzioni organizzatrici.

Le attività di formazione, come previsto dalle leggi in vigore, sono state messe a punto dai tecnici dello Spesal, diretti da Nicola Dipalma, con il supporto del Cpt il cui responsabile è Cosimo Dimonte. L’amministrazione carceraria, rappresentata dal direttore Maria Teresa Susca, dal comandante Benvenuto Greco e dall’educatrice Mariella Ruggiero, ai quali si è unito il garante dei diritti delle persone prive di libertà Fernando Benigno, ha accolto l’iniziativa, sostenendo il progetto fino alla sua conclusione.

Il corso, con lezioni teoriche e pratiche, si è diviso in due moduli: il primo si è concentrato sugli obblighi, i diritti e i doveri dei lavoratori, sui rischi e i danni provocati dall’esposizione a fibre di amianto, sulle modalità di trattamento e smaltimento dei rifiuti contenenti amianto, sulle finalità del controllo sanitario; il secondo, invece, sul lavoro in sicurezza, sugli obblighi e i doveri del datore di lavoro e del lavoratore, sui dispositivi di protezione individuale, sulle unità di decontaminazione.

“Quello dell’amianto – spiega Dipalma – è un problema di drammatica attualità, nonostante la legge che mette al bando l’uso di questo materiale risalga ormai a trent’anni fa. Sono ancora tanti gli immobili in cui resistono manufatti di eternit pericolosi per l’ambiente e la salute pubblica. Questo progetto, realizzato in collaborazione con il Cpt della Scuola edile di Brindisi, ha dunque una duplice valenza: accelerare il processo di bonifica del territorio dall’amianto grazie alla disponibilità di un nuovo gruppo di operatori professionali qualificati e aiutare il percorso di reinserimento nella società per chi sta scontando una pena in carcere”.

Dello stesso avviso è Giovanni Librando, vicepresidente della Scuola edile che ha voluto ringraziare l’amministrazione del carcere e lo Spesal per la disponibilità mostrati durante le lezioni. “La direzione della casa circondariale – afferma Librando – ha accolto sin da subito l’idea di un corso di formazione per i detenuti. Sono esperienze che vanno concretamente nella direzione del reinserimento dei detenuti nella comunità una volta saldato il debito con la giustizia. La scuola edile, con il Cpt, è impegnata da anni nella formazione di fasce di popolazione deboli, con corsi professionali riconosciuti, per offrire un futuro diverso a chi si trova in difficoltà: cercheremo di ripetere a breve queste iniziative all’interno del carcere”.

Il direttore della Casa circondariale Susca ha sottolineato che “grazie allo Spesal e alla Scuola edile le qualifiche guadagnate saranno spendibili all’esterno con un doppio significato: quello del reinserimento e quello ambientale”.

Emozionati i novelli operatori al momento della consegna dei diplomi: “Siamo consapevoli di essere dei privilegiati per aver potuto sostenere questo corso. Alla fine del nostro percorso avremo un’opportunità che speriamo ci consenta di avere un futuro migliore. Ringraziamo tutte le istituzioni per averci dato questa opportunità che abbiamo colto con entusiasmo e impegno”.