Consiglio provinciale ancora a trazione centrosinistra, a secco il M5S. Matarrelli battuto da Barletta

di Tommaso Lamarina

BRINDISI – Il nuovo Consiglio Provinciale è ancora a trazione centrosinistra, con otto seggi. Lo spoglio di oggi (19 dicembre) ha dato il responso: schiaffo per il M5S che non prende alcun seggio.

Che il nuovo Consiglio Provinciale sarebbe stato a trazione centrosinistra c’era da aspettarselo, ma che il Sindaco di Mesagne, Toni Matarrelli, fosse battuto dal collega Giovanni Barletta proprio no. Potrebbe essere proprio quest’ultimo a prendere il posto di Riccardo Rossi, che avrebbe manifestato la volontà di dimettersi.

Dalle 9:00 di oggi, dunque, lo spoglio delle urne, cui si sono recati ben 318 Consiglieri Comunali di tutti i comuni della provincia di Brindisi (ad eccezione di Carovigno perchè commissariato) su 339 aventi diritto: il 93%.

Il nuovo assetto

Proclamati i nuovi Consiglieri eletti al Consiglio Provinciale di Brindisi, dopo le elezioni espletate nella giornata di sabato 18 dicembre e dopo lo scrutinio dei voti effettuato in data odierna.

Fratelli d’Italia (22896 voti quozienti): Conte Francescantonio, Bagnulo Giuseppe e Oggiano Massimiliano.

Provincia Unita e Democratica (58032 voti quozienti): Barletta Giovanni, Matarrelli Antonio, Fanigliulo Valentina, Ciccarese Elio, Marasco Angelo, Ventrella Giuseppe, Tardio Cosimo, Baccaro Antonia.

Brindisi Libera (10636 quozienti): Lariccia Michele.

Schiaffo ben assestato per il Movimento 5 Stelle che non prende alcun seggio.

Trascorsi due anni, si è tornato a votare in Provincia. Quattro liste e 34 candidati Consiglieri per 12 posti disponibili. Il voto degli elettori è stato ponderato, ossia un peso diverso a seconda della città di appartenenza. Il centrodestra si è presentato diviso (e non pare una novità), con Forza Italia e Lega insieme e Fratelli d’Italia per conto proprio (scissione che potrebbe ripetersi anche nelle prossime amministrative nel capoluogo, in cui già ci sono manovre in tal senso). La sinistra, invece, si è presentata con un’unica lista, ma senza il M5S, che ha corso da solo (qui, invece, il discorso potrebbe essere diverso: grillini alleati con il PD, sempre nelle amministrative nella città di Brindisi). Sono quattro le liste: Movimento 5 Stelle (Tiziana Motolese, Marco Ruggiero, Selena Nobile, Gabriele Presta, Anna Caroli, Carlo Ferraro), Fratelli D’Italia (Cataldo Rodio, Catia Albanese, Luciano Cavaliere, Francescantonio Conte, Susanna Di Maggio, Anna Ferreri, Massimiliano Oggiano, Giuseppe Bagnulo, Luana Iaia), Provincia Unita e Democratica (Marco Argese, Antonia Baccaro, Giovanni Barletta, Elio Ciccarese, Valentina Fanigliulo, Rosalia Fumarola, Angelo Marasco, Antonio Matarrelli, Marina Luigia Melgiovanni, Luana Mia Pirelli, Cosimo Tardio, Giuseppe Ventrella), Brindisi Libera (Adriana Balestra, Vincenzo Calabretti, Pompea Cappelli, Laura De Mola, Michele Tommaso Lariccia, Raffaele Martina, Pasquale Santoro).

La novità del voto ponderato che unisce e disunisce

Una importante novità di queste elezioni, giochi politici a parte, è stata rappresentata dal voto ponderato (indice di ponderazione), ossia un elettore ha avuto più o meno peso in base al proprio comune di appartenenza. La provincia è stata divisa in tre fasce, secondo il numero degli abitanti: fascia verde con 107 votanti (dai 30mila ai 100mila abitanti ed il voto vale 327): Brindisi, Fasano, Francavilla Fontana ed Ostuni; fascia rossa con 153 votanti (dai 10mila ai 30mila abitanti ed il voto vale 228): Mesagne, Latiano, Ceglie Messapica, San Vito dei Normanni, San Pancrazio Salentino, Cisternino, Oria, Torre Santa Susanna e San Pietro Vernotico; Fascia grigia con 78 votanti (dai 5mila ai 10mila abitanti ed il voto vale 384): San Donaci, San Michele Salentino, Torchiarolo, Erchie, Villa Castelli e Cellino San Marco.