Cocaina a basso costo ai minori, indagati rispondono al GIP: c’è chi respinge le accuse

di Tommaso Lamarina

SAN PIETRO VERNOTICO – Si sono svolti gli interrogatori di garanzia degli indagati arresti nell’ambito dell’operazione “Quota 167”. Tra coloro i quali hanno risposto alle domande, c’è chi nega gli addebiti. Altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Nel primo pomeriggio di oggi (28 aprile), si sono svolti gli interrogatori di garanzia degli otto indagati arrestati dai Carabinieri di San Pietro Vernotico, con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente, nell’ambito dell’operazione denominata “Quota 167”, coordinata dal Luogotenente Corianò. Alle 14:50 si sono presentati davanti al GIP, Vilma Gilli: Fabrizio Annis (41enne di San Pietro), Jimmy Annis (40enne di San Pietro), Cesare Sorio (35enne di San Pietro), Massimiliano De Marco (51enne di San Pietro) e Simone Elia (24enne di San Pietro ma residente a San Donaci). Tutti difesi dall’avvocato Francesco Cascione del Foro di Brindisi e tutti hanno risposto alle domande del giudice, ma non si conosce il contenuto dell’interrogatorio. Il legale ricorrerà al Riesame. Anche Raffaele Pietanza (41enne di San Pietro), difeso dall’avvocato Ladislao Massari del Foro di Brindisi, ha risposto alle domande ed ha respinto le accuse. Per gli interrogatori degli arrestati ai domiciliari, invece, bisognerà attendere dieci giorni.

Operazione “Quota 167”

Vendevano la droga nei pacchetti di caramelle Mentos, in quelle di gomme da masticare e negli ovetti Kinder. I Carabinieri hanno arrestato otto soggetti e due con obbligo di firma, per un totale di dieci indagati. I provvedimenti restrittivi, su ordinanza emessa dal GIP Vilma Gilli, su richiesta del Sostituto Procuratore Pierpaolo Montinaro, sono stati eseguiti nei comuni di San Pietro Vernotico (quasi tutti) e San Donaci, Ostuni (uno) e Cellino San Marco.

L’indagine

Blitz alle prime luci dell’alba da parte dei Carabinier di San Pietro Vernotico coordinati dal Luogotenente Corianò, in sinergia con i colleghi della Compagnia di Brindisi sotto il comando del Maggiore Giovino, che hanno arrestato otto persone (sei in carcere e due ai domiciliari) e due con obbligo di firma presso la Polizia Giudiziaria, in un’operazione antidroga denominata “Quota 167”. Le indagini, supportate anche con l’esecuzione di attività tecniche, quali intercettazioni ambientali e telefoniche, sono principiate quando i militare dell’Arma, il 25 giugno 2020, hanno rinvenuto una partita di droga ed alcune armi (due fucili, una pistola e munizioni) in un terreno nella zona 167 di San Pietro Vernotico. All’epoca, furono posti sotto sequestro 13 involucri per complessivi 5 grammi di cocaina (reato a carico di ignoti); quattro ordigni rudimentali contenenti polvere da sparo, del peso di 100 grammi ciascuno (reato contestato ad uno degli indagati); 42,7 grammi di marijuana (ancora a carico di uno soggetto indagato); 17,60 grammi di marijuana (reato a carico di ignoti), rinvenuta in un terreno in zona 167.

I nomi

A finire in carcere sono: Fabrizio Annis, 41enne di San Pietro; Jimmy Annis, 40enne di San Pietro; Raffaele Pietanza, 41enne di San Pietro; Massimiliano De Marco, 51enne di San Pietro; Cesare Sorio, 35enne di San Pietro; Simone Elia, 24enne di San Pietro ma residente a San Donaci. Ai domiciliari, invece: Matteo Sorio, 33enne di San Pietro; Fabrizio Caputo, 28enne di San Pietro.

Gli indagati, tutti con precedenti panali ed alcuni anche di tipo associativo, sono accusati di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente (in particolare cocaina, ma anche hashish e marijuana), nell’arco temporale tra giugno 2020 e settembre 2021. A Quattro di loro viene contestato anche un tentato furto in una abitazione di San Pietro.

La cessione di droga

I soggetti in questione spacciavano droga, in particolare cocaina (nella movida locale), a 18 tossicomani, tra cui sei ragazzi minorenni (adolescenti di 14-15-16 anni), anche mediante la cessione di pacchetti di caramelle come le Mentos o di gomme da masticare o all’interno di ovetti Kinder. Lo scambio avveniva anche nel centro di San Pietro (ma anche nei Comuni di Cellino San Marco e San Donaci), all’interno di cocktail bar o friggitoria. Le “tariffe” erano modiche, proprio per essere alla portata dei ragazzi: si parla di 20-30-40 euro a dose. I ragazzi saranno segnalati ed introdotti in un percorso di recupero.

Lo stupefacente veniva nascosto nei pressi di cartelli stradali o dietro un guardrail nella periferia del paese. Alcune abitazioni degli odierni indagati, invece, erano sorvegliate da telecamere private, con l’obiettivo rivolto verso la strada, per anticipare l’arrivo delle Forze dell’Ordine ed eludere, così, i controlli.