martedì, Aprile 16, 2024
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Centrale nucleare di Zaporizhzhia: aumentano i timori dopo il crollo della diga

Come certificato anche dall’Aiea, la paura per un possibile incidente alla centrale nucleare di Zaporizhzhia è in aumento. In questo frangente delicato, complicato anche e soprattutto dal crollo della diga di Nova Kakovkha, che serviva a raffreddare l’impianto, la paura è che possa avvenire qualcosa di irreparabile. Come ha spiegato l’Agenzia Internazionale per l’energia atomica, risulta essenziale mantenere l’integrità del bacino di raffreddamento della centrale nucleare e anche del canale di scarico.

Quali sono i rischi?

Secondo quanto riportato dalle autorità competenti, tra cui appunto l’Aiea, bisognerebbe accertarsi che la centrale nucleare di Zaporizhzhia continui a disporre di acqua a sufficienza per fornire il raffreddamento al sito anche nei mesi a venire. Lo ha detto proprio il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica Rafael Mariano Grossi, informando sui possibili pericoli che potrebbero verificarsi in futuro a causa dell’esplosione della diga di Kakhovka. Intanto, proprio nella centrale nucleare di Zaporizhzhia i tecnici continuano a lavorare senza sosta per garantire l’afflusso di acqua per il raffreddamento. Ad aumentare le preoccupazioni generali c’è il netto abbassamento del livello dell’acqua del bacino di Kakhovka dovuto proprio alla distruzione della diga. Nel caso in cui il livello dell’acqua dovesse scendere ancora, il timore è che la centrale nucleare di Zaporizhzhia non riesca più a raffreddare l’impianto.

L’importanza della messa in sicurezza della centrale nucleare di Zaporizhzhia

Per fortuna, la centrale ha già iniziato a prepararsi al peggio e sta cercando di utilizzare tutta l’acqua del bacino ancora disponibile. In questo modo, la centrale nucleare dovrebbe mettersi in sicurezza almeno per qualche mese. Intanto, la centrale è già stata messa in standby, ma nonostante questo i reattori continuano a necessitare di acqua di raffreddamento per evitare problemi. Le prossime settimane aiuteranno a capire quale sarà l’effettivo livello di rischio, con tutto il mondo che intanto trattiene il fiato temendo che le cose possano sempre di più precipitare.

   

   

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