Al Fazzi visite gratuite per la “Giornata della prevenzione per la diagnosi precoce dei tumori del cavo orale”

di Redazione

LECCE – Giovedì 21 Aprile 2022 ricorre la quarta Giornata della prevenzione per la diagnosi precoce dei tumori del cavo orale promossa da AOOI, l’Associazione Otorinolaringologi Ospedalieri Italiani. ASL Lecce partecipa a questo evento di sensibilizzazione organizzando visite mediche gratuite presso il reparto di Otorinolaringoiatria del Vito Fazzi di Lecce.
I cittadini interessati possono recarsi, senza ricetta né prenotazione, nell’Ambulatorio del Reparto, diretto dal dott. Antonio Palumbo, al 3° piano del Vito Fazzi, il 21 aprile dalle ore 9 alle ore 12.

Il cavo orale comprende lingua, gengive, guance, pavimento ovvero la parte inferiore della bocca, palato e labbra; sintomi sospetti per richiedere la visita del cavo orale sono: piccole piaghe sul bordo della lingua, escrescenze sotto o sopra la lingua dolenti e sanguinanti, chiazze biancastre o rossastre sulle guance (interne), neoformazioni sul palato.

In Italia l’incidenza dei tumori del cavo orale è abbastanza alta: dai 4 ai 12 nuovi casi per anno ogni 100.000 abitanti.

Tuttavia la consapevolezza dei tumori testa-collo è ancora scarsa. Per questo motivo l’AOOI, aderendo integralmente ai principi della Make Sense Campaign promossa a livello europeo dalla EHNS (European Head and Neck Society), organizza la IV Giornata nazionale per educare alla prevenzione e alla consapevolezza dei sintomi legati ai tumori del cavo orale, promuovendo un tempestivo ricorso al medico per una diagnosi precoce.

Oltre la metà dei casi giunge infatti alla prima diagnosi con malattia localmente avanzata o già metastatica, e di questi il 80% non sopravvive oltre i 5 anni. Al contrario, per i pazienti diagnosticati negli stadi iniziali, il tasso di sopravvivenza si attesta all’80-90% (fonte AIRC).

I tumori del distretto testa-collo sono il settimo cancro più comune in Europa, circa la metà dei tumori del polmone ma due volte più comuni del cancro del collo dell’utero. In Italia rappresentano il 3% dei casi oncologici, con una frequenza media tre volte superiore negli uomini e un’incidenza che aumenta progressivamente con l’età a partire dai 50 anni.