“A Brindisi il 2021 ha fatto registrale segnali di crisi. Il 2022 per la svolta”

di Redazione

BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo nota di Franco Gentile, Presidente CNA Brindisi.

“Il 2021 si chiude con il paese in piena emergenza sanitaria. L’altissimo numero di contagi, aggiunto all’incertezza delle “regole” che disciplinano i comportamenti di ciascuno di noi, aggrava ancor di più una crisi che in provincia di Brindisi trova fondamento prevalentemente in problemi di carattere strutturale.
Così come la CNA ha evidenziato in più occasioni (spesso riscontrando una inaccettabile sottovalutazione del problema), il processo di decarbonizzazione ha creato le condizioni perché proprio in quest’area del paese si registrasse una lenta ma inesorabile crescita dei livelli di crisi economica ed occupazionale per tutte le attività collegate alla produzione energetica.
In un contesto di simile portata, appare incomprensibile la scarsa attenzione del Governo nazionale, visto che in qualsiasi altro paese moderno (come ci illudiamo di essere) si sarebbe dovuto contestualmente dare corso ad una serie di misure tali da ammortizzare le ripercussioni rivenienti dalla transizione energetica, per salvaguardare le imprese e i loro lavoratori.
A questo si aggiunge l’incertezza per il futuro in relazione ai tempi di realizzazione del nuovo gruppo di produzione energetica a gas di Enel. Ad incidere, come spesso avviene in Italia, è il lunghissimo iter burocratico e la scarsa consapevolezza dei danni che comporterà per il nostro paese un sistema autorizzativo così complesso come quello italiano.
E la crisi è ormai alle porte anche in altri comparti produttivi presenti nel Brindisino. La congiuntura mondiale legata a doppia mandata al covid rischia, infatti, di paralizzare il traffico aereo e già oggi è causa di un crollo degli ordini di nuovi velivoli e degli interventi di revisione dei mezzi già esistenti. Anche in questo caso, le tante aziende aeronautiche e della componentistica della nostra provincia rischiano di chiudere i battenti.
Potremmo fare altri esempi, ma è chiaro che occorre imprimere una svolta per guardare al futuro con meno preoccupazione e nella piena consapevolezza che le dotazioni finanziarie che si renderanno disponibili nei prossimi mesi non saranno replicabili in futuro.
Da qui l’esigenza, più volte rimarcata dalla nostra associazione, di individuare le linee di sviluppo intorno alle quali costruire il futuro della nostra provincia.
La riconversione industriale, insomma, non potrà essere solo una formula “vuota” per superare i processi di deindustrializzazione. Occorre una “vision” che sia frutto di una condivisione fra tutti gli attori del territorio e che sia in linea con i programmi di sviluppo del nostro paese.
Ecco perché è necessario mettere da parte pericolose quanto inutili contrapposizioni e avviare il lavoro di concertazione territoriale tra Comune, Provincia, Regione, associazioni di categoria ed organizzazioni sindacali. Il tutto, in vista di un auspicabile e fattivo confronto con il Governo nazionale propedeutico alla sottoscrizione di strumenti efficaci attraverso cui far giungere a Brindisi le risorse necessarie a traguardare riconversione e sviluppo.
E’ noto a tutti che non c’è più tempo da perdere ed è questo il motivo per cui il 2022 dovrà essere l’anno strategico per voltare pagina. Noi della CNA, con le nostre aziende, siamo pronti a svolgere fino in fondo un ruolo di propulsore dei processi di cambiamento”.