martedì, Luglio 16, 2024
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5 giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente: la sfida della plastica

Il mondo alza la voce contro la plastica nell’ambiente in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente. Questo evento globale, celebrato il 5 giugno di ogni anno, richiama l’attenzione sull’emergenza plastica e promuove tre azioni chiave per contrastarla: riduzione, riutilizzo e riciclaggio.

La data del 5 giugno

La Giornata dell’Ambiente, istituita dalle Nazioni Unite, raggiunge il traguardo della cinquantesima edizione. In un’importante sessione che si è tenuta sabato scorso, l’International Negotiating Committee (Inc) dell’ONU ha riunito rappresentanti di 175 paesi per approvare una bozza di accordo volto a combattere il problema della plastica. Questa bozza verrà esaminata a novembre a Nairobi, con l’obiettivo di raggiungere un accordo definitivo entro il 2024.

Tuttavia, l’allarme rimane altissimo. L’umanità produce ogni anno circa 430 milioni di tonnellate di plastica, di cui la metà è destinata ad un utilizzo monouso. Solo una percentuale inferiore al 10% di questa enorme quantità viene riciclata. Secondo le Nazioni Unite, si stima che tra 19 e 23 milioni di tonnellate di plastica finiscano nei nostri laghi, fiumi e mari, equivalente a 2.200 torri Eiffel. Inoltre, le microplastiche, con un diametro inferiore a 5 millimetri, sono presenti nel nostro cibo, nell’acqua e nell’aria, portando ogni individuo a consumare oltre 50.000 particelle di plastica all’anno, una cifra che aumenta considerevolmente considerando anche l’inalazione.

Le sfide maggiori

Ma c’è speranza. Secondo un recente rapporto dell’Unep intitolato “Chiudere il rubinetto: come il mondo può porre fine all’inquinamento da plastica e creare un’economia circolare”, è possibile ridurre l’inquinamento plastico dell’80% entro il 2040. Questo richiederebbe un’imponente azione politica e un cambiamento di paradigma nelle dinamiche di mercato, sfruttando le tecnologie esistenti. Le soluzioni proposte si basano sulle tre R: riutilizzo (che potrebbe ridurre il 30% dell’inquinamento nei prossimi 17 anni), riciclaggio (per un ulteriore 20% di riduzione, eliminando i sussidi ai combustibili fossili e promuovendo linee guida per migliorare la riciclabilità) e riorientamento della produzione (riducendo il 17% dell’inquinamento attraverso l’uso di materiali alternativi).

I benefici di tali cambiamenti sarebbero enormi. Si stimano risparmi diretti e indiretti di circa 4.500 miliardi di dollari e un aumento netto di 700.000 posti di lavoro entro il 2040. I costi per attuare queste modifiche, sebbene significativi, sono inferiori rispetto a ciò che si spenderebbe senza un approccio sistemico: 65 miliardi di dollari all’anno invece di 113 miliardi di dollari all’anno. La sfida è di portata globale: la produzione annuale di plastica si è più che raddoppiata in 20 anni, raggiungendo i 460 milioni di tonnellate. Se non interveniamo, potrebbe triplicare entro il 2060.

In conclusione, la Giornata Mondiale dell’Ambiente ci invita a riflettere sull’urgenza di agire contro l’inquinamento plastico. Ridurre, riutilizzare e riciclare diventano mantra indispensabili per preservare il nostro pianeta. È necessario un impegno collettivo per trasformare questa sfida in un’opportunità, rendendo il nostro mondo più pulito e sostenibile. Il tempo per agire è adesso: uniamoci nella battaglia per un futuro senza plastica.

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